Sab 18 Feb 2012 |
|
Nella giornata del 17 febbraio 2012 i Carabinieri della Stazione di Bologna Bertalia hanno arrestato per tentato omicidio, I.M., 29enne, incensurato, nato in Nigeria, domiciliato a Bologna presso il centro di accoglienza migranti “San Felice” sito in via Prati di Caprara. L’uomo, alle precedenti ore 23.30, mentre si trovava all’interno della citata struttura, mediante l’utilizzo di un cacciavite, colpiva ripetutamente un suo connazionale di 36 anni, procurandogli ferite alla schiena, alla nuca, al braccio destro e alla mano sinistra. Il personale addetto alla struttura contattava il 112 per chiedere aiuto. Sul posto intervenivano subito i militari della Stazione Carabinieri di Bologna Bertalia unitamente al personale del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale Carabinieri di Bologna e al personale sanitario del 118 che trasportava urgentemente la vittima presso il pronto soccorso del locale ospedale “Maggiore” dove veniva riscontrata affetta da una “lesione neurologica all’arto inferiore sinistro provocata da un oggetto appuntito con associata frattura della lamina e relativo frammento endocanalare e tre fori simili alla nuca, al braccio destro e alla mano sinistra”. La vittima, che non versa in pericolo di vita, veniva ricoverata con una prognosi di 60 giorni presso il reparto di ortopedia in attesa di un intervento chirurgico. Gli investigatori dell’Arma avviavano immediate approfondite e meticolose indagini che permettevano di stabilire in tempo reale la futile origine dell’evento delittuoso. Dalla ricostruzione dei fatti emergeva infatti che l’autore, prima di commettere il delitto, si recava all’interno di una stanza occupata da altri connazionali ai quali chiedeva un posto letto. Di fronte al loro rifiuto, il 29enne nigeriano si presentava inutilmente di nuovo presso la camerata, questa volta tenendo tra le mani un mattone a scopo intimidatorio. La terza volta l’extracomunitario si ripresentava con un cacciavite e si scagliava contro il suo connazionale colpendolo ripetutamente. Il reo, espletate le formalità di rito, veniva associato alla locale casa circondariale della Dozza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Foto e notizia Comando Prov. Carabinieri |






























